Stanotte, mentre mi dedicavo alla lettura serale del libro dell'Elastimamma, mi sono imbattuta in un capitolo che, secondo me è facilmente ricollegabile ai nostri discorsi "esistenziali" di ieri sera. Lo trascrivo perchè secondo me merita e poi per l'incredibile capacità dei libri di leggerti dentro anch'essi..
"Siamo animali abitudinari che arrivano in un posto e occupano i cassetti, i letti, le librerie e la cesta dei giochi. Che quando prendono un aereo hanno il batticuore e quando atterrano si mettono comodi. Che dopo tre giorni hanno messo radici e si sentono a casa. Siamo animali impermeabili, troppo inquieti per avere nostalgia e troppo curiosi per guardarci indietro.
Dove ci mettono stiamo e siamo felici perchè ci hanno allevati leggendoci la storia di quella scema di Pollyanna che era sempre contenta, e insegnandoci che <rimpianto> è una parola proibita.
Siamo animali un pò gaudenti e superficiali che arrivano nella città di A e si dimenticano che in quel paese si vendono armi agli angoli delle strade e quasi cinquanta milioni di persone non hanno il diritto di ammalarsi perhcè non hanno un'assicurazione.
Siamo animali adattabili e volubili che s'innamorano in 24 ore e decidono che la città di A è la migliore dei mondi possibili.
Poi un giorno partiamo, convinti che mai sopravviveremo a questo strazio. Perchè quella era casa, famiglia, nido, perfetta felicità. E piangiamo pure un pò, tirando su col naso.
Siamo animali abitudinari che tornano e ritrovano i loro punti fermi, un pò impolverati e arrugginiti, ma ancora fermi. E allora prendiamo la bici e pedaliamo, perchè la primavera è bella anche qua e poi, vuoi mettere gli amici d'infanzia e il panettiere coi baffi che ti ha vista nascere?
Siamo animali abitudinari e confusi che non sanno cosa vogliono, che vacillano e si aggrappano, che ridono e singhiozzano, che piantano una bandierina in ogni giardino e uno spazzolino in ogni bicchiere.
Siamo animali strani che un giorno, ma non ora, dovranno decidere che cosa fare da grandi."
Buonagiornata mie B.
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